Quando una persona acquista un prodotto […], non vuole solo comprare oggetti o servizi, ma anche l’immagine ideale di se stesso.

Quando, pochi anni fa, creai la mia tesina di maturità, vi inserì un capitolo intitolato “Pubblicità: le conseguenze sociali“, in cui spiegai le sue caratteristiche principali e le possibili tecniche scelte dai pubblicitari per far leva sugli acquirenti.
Quindi ecco il riadattamento di quell’estratto per il social media marketing.


Avendo detto che Internet è economia [Leggi qui…], e che ogni strategia possibile dei brand online è fine alla vendita, di visualizzazioni e/o di prodotti bisogna ricordare che i media che trasmettono immagini riproducono una realtà artificiale che gli utenti, o spettatori, possono sperimentare direttamente, sostituendola alla realtà della vita. Si tratta di un’esperienza onnicomprensiva. Le immagini hanno un valore comunicativo notevole, poiché definiscono un’oggetto con immediatezza; il loro linguaggio presuppone un minimo sforzo da parte del ricevente per la decodifica e stimola in maniera maggiore la sua sfera emotiva.

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Anche Apple, come qualsiasi sito web di tecnologia, punta su un linguaggio comunicativo basato sulle immagini e su pochi colori, proprio da rendere il tutto più semplice da recepire.

Ogni brand che punta alla vendita, online e offline, crea pubblicità e la pubblicità è un canale di informazione e comunicazione: la sua funzione primaria è quella di fornire informazioni su una merce o un  servizio e stimola la domanda orientandola verso nuovi prodotti; il suo scopo è sollecitare una vendita pertanto risulta un’informazione orientata e selettiva, non obiettiva.
La pubblicità è un tipo di comunicazione che opera sui bisogni, sulle conoscenze, sulle aspettative e sui desideri dei suoi fruitori e si rivolge a tutta la complessità psicologica dell’essere umano. È fondamentale, per indurre all’acquisto, suscitare la simpatia delle persone verso la merce o il proprio brand,  contattando sensazioni ed emozioni gradevoli (subconscio), sollecitando gli istinti profondi (inconscio) piuttosto che far ragionare gli acquirenti (conscio).

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Ne è un buon esempio il sito di McDonald, cui l’immagine principale richiama ad una bella mattina a casa invitandoti a collezionare dei loro prodotti.

SCARICA QUI il formato PDF dell’estratto originale della tesina.

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